Traduzione

mercoledì 16 aprile 2014

La presentazione del mio libro

E alla fine l'ho fatto, ho presentato il mio libro nella mia biblioteca!
Domenica 13 aprile, alla presenza del sindaco che mi ha fatto da moderatrice e senza la quale questo progetto non avrebbe mai preso la luce in questa forma.
Sì, perchè con una delle dimostrazioni di stima più elevate che io abbia mai ricevuto in vita mia, il mio Comune ha sostenuto le spese per la pubblicazione di un discreto numero di copie del mio racconto "Sogno".
Per l'occasione non ho potuto resistere alla tentazione di creare un po' di contorno per questa iniziativa e così mi sono data da fare e ho preparato un piccolo buffet a tema dove campeggiavano alcuni cup cakes con sopra delle conchiglie e con l'azzurro della copertina del libro come tema conduttore.



Dopo i saluti e l'apertura del sindaco ho pensato di gestire questa presentazione con le slides delle immagini del libro e devo dire che è stata una scelta indovinata perchè il pubblico ha apprezzato molto.




Questa storia, di cui avevo già parlato qualche tempo fa, è nata durante una vacanza al mare sulla riviera romagnola, nello specifico a Bellaria.
Il link al rpecedente post è questo http://unsorrisosenzagatto.blogspot.it/2014/03/a-giada-per-i-suoi-sogni.html
Passeggiando sulla spiaggia alla ricerca di pezzi di madreperla per realizzare qualcuna delle mie opere creative, mi imbattevo spesso in conchiglie sul cui guscio mi sembrava come se ci fossero impressi dei disegni, alcuni molto sfocati e astratti, altri più definiti.
Quindi ho deciso di raccoglierne alcune per giocarci con Giada.
Ma man mano che trovavo e raccoglievo conchiglie di questa qualità (trattasi prevalentemente di comunissime vongole) la storia che prendeva vita dentro di me cominciava ad assumere una connotazione molto più seria e profonda.
Non era affatto un gioco.
Ho fotografato le conchiglie raccolte, ho impaginato il tutto (con Photoshop, che è l'unico programma che possiedo, con grande orrore della tipografia che poi ha mandato in stampa il lavoro!)e alla fine mi sono ritrovata con una manciata di conchiglie che mi hanno parlato di una storia, la storia di una piccola conchiglia che ha sempre vissuto in fondo al mare e che per questo non sa sognare nient'altro che il mare.
Con l'aiuto della sua mamma e di tutto un sistema di conchiglie adulte che invece, lasciandosi trasportare dalle correnti, hanno raggiunto la superficie e si sono avvicinate alle coste, la piccola conchiglie riesce finalmente ad avere gli elementi che le consentono di sognare.
Sono proprio le conchiglie adulte, infatti, che le raccontano cosa hanno visto durante il loro viaggio attraverso l'immagine che è rimasta loro impressa sul guscio.
In questo modo:


O ancora:



O ancora:


E' un racconto semplice e sintetico, ma allo stesso tempo sofisticato e contiene più di un messaggio.
Il primo è quello di non calpestare le conchiglie!!!
Chissà quante altre storie si celano dentro al nostro mare!! Provate anche voi a cercarle!
Il secondo è che dobbiamo sempre trattenere dentro di noi quel po' di follia che ci consenta di guardare oltre le cose per come sono e di tenere sempre viva la nostra fantasia.
Diventare adulti sì, ma non del tutto perchè la dimensione del gioco e del sogno sono salvifiche per l'esistenza umana.
Il terzo è quello più prettamente genitoriale.
Mentre componevo questa storia ho sempre pensato a Giada, con la convinzione che tutto questo lavoro, che questo progetto lo stavo facendo per lei.
Ora che l'ho terminato e che mi trovo a parlarne come di un qualcosa di finito e concluso mi sono accorta che questo racconto sarà sì per Giada, ma tra qualche anno, quando lei potrà comprenderlo nella sua interezza e nel suo significato.
In questo momento questo racconto è per me, perchè essere una mamma non significa solo nutrire il corpo, vestire, accompagnare a scuola o in piscina, trovare il tempo per giocare con il proprio figlio.
Essere una mamma significa anche ascoltare le esigenze intellettive del proprio figlio e trovare il modo di rispondere, anche avvalendosi dell'aiuto di chi ci sta intorno e magari ne sa più di noi.
Essere una mamma significa dare al proprio figlio gli strumenti perchè diventi quanto prima autonomo, perchè possa vivere la sua vita senza troppe ansie o frustrazioni.
Questo racconto è per me, per ricordarmi sempre della mamma che vorrei essere e di quello che vorrei riuscire a dare a Giada: tutto quanto necessario perchè lei possa fare il Suo Sogno.

Qui il link al video della mai intervista su BuongiornoReggio!!
https://www.facebook.com/photo.php?v=460665770735610&l=7042767111095595232

10 commenti:

  1. Complimenti per tutto, una grandissima soddisfazione!
    Ti abbraccio

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    1. Grazie cara... Un abbraccio a te!!!

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  2. Complimenti e congratulazioni. Da quello che ho visto è un bellissimo libro!
    Ti auguro di venderne tanti e
    nel frattempo
    Buona Pasqua
    sabrina

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    Risposte
    1. grazie! questa pubblicazione però non è nata per la vendita...la useremo come dono di rappresentanza, e la mia idea, visto il significato genitoriale che racchiude, sarebbe quella di regalarlo alle coppie che vengono a iscrivere i loro bambini appena nati all'anagrafe nel comune dove lavoro, credo che sia un'idea carina e finchè ci saranno copie lo vorrei usare così!!! Un bacio e buona pasqua anche a te!!

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  3. congratulazioni per questo traguardo! credo proprio che sia una bella cosa!
    gloria

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  4. Che grande soddisfazione vedere pubblicata una propria opera.
    La tua poi mi sembra davvero originale e particolare per come è nata, oltre che ben realizzata e sostenuta da profondi significati.
    Complimenti anche per le altre tue creazioni; i gufetti sono simpaticissimi. =)
    Daniela

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  5. grazie per i complimenti e anche per la visita al mio blog!! ciao!!!!

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