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giovedì 17 maggio 2018

Un Ranocchio assetato

Qualche giorno fa alcune maestre della scuola di giada mi hanno chiesto di andare a leggere una storia ai bambini.
Ho scelto un albo un po' datato, ma a mio parere molto carino.
E' "Solo un sorso, ranocchio!" scritto e illustrato da Piet Grobler con traduzione di Roberto piumini e illustrato da Lemniscaat.
La storia parla di un ranocchio molto assetato che però, più per ingordigia che per sete effettiva, si beve tutta l'acqua della savana lasciando gli altri animali nella disperazione. a turno proveranno a fargli sputare tutta l'acqua che sta trattenendo in bocca: chi facendogli paura, chi infamandolo, chi raccontando una storia triste, chi tentandolo con un "manicaretto", ma solo le sorelle anguille, melliflue e suadenti, riusciranno nell'impresa facendogli il solletico!
Per i bambini ho disegnato i personaggi della storia, li ho plastificati preparando così delle tesserine rotonde e realizzato dei piccoli piedistalli in pasta di mais per farle stare in piedi.
Poi ai bambini ho fatto realizzare il sole.

domenica 5 giugno 2016

Che schifo le lumache!

E il primo anno di scuola primaria è andato.
Per certi versi non è stato per niente semplice, ma alla fine è passato e ha lasciato un sacco di novità bellissime.
Giada ha imparato a leggere, e non è una cosa da poco!
Tanto che ha già voluto debuttare in pubblico.
Qualche mese fa, quando ancora non sapeva leggere lo stampatello minuscolo, ma solo quello maiuscolo, ci è capitato di prendere in biblioteca un libro dove i due personaggi principali, un piccolo rospo e il suo papà, dialogano in merito alla questione "cibo".
Per costringerlo a mangiare, il papà finge di mettere dentro le sue pietanze personaggi fantastici come unicorni, fate e sirene, mentre invece le sue ricette sono principalmente a base di lumache che, al piccolo, piacciono molto poco.
Giada ha amato da subito questa storia, ma soprattutto era attratta dal fatto che la parte del piccolo è scritta in stampatello maiuscolo quindi lei, già verso febbraio, riusciva a leggere da sola almeno la metà del libro.
Un giorno poi mi ha espressamente chiesto di poterlo leggere insieme a me ai suoi amici.
Io inizialmente ho dato poco peso alla richiesta pensando fosse un'idea momentanea, invece lei ha insistito parecchio, finchè alla fine ho ceduto e ho organizzato una merenda in cui lei potesse esaudire il desiderio di leggere questa storia.
Ho preparato la merenda ispirandomi al libro...




 Le vecchie girelle di solito fanno molto anni '80, ma in questo caso mi sono tornate proprio utili!!!
Poi qualche coroncina di carta a tema per dividerli in due squadre, così che alla fine della lettura potessero giocare a "ruba lumaca", la nostra versione personalizzata di "ruba bandiera"...


Ho poi preparato dei lumacotti di pasta di mais sempre ispirati alla storia da regalare ai bimbi e li ho usati come decorazione per la torta.
 E ho preparato dei sacchetti di caramelle, sempre graditissimi dai bimbi!!!



Giada è stata proprio brava, si è solo distratta un momento a guardare le sue amiche macchinare con i popcorn, ma per il resto ha interpretato benissimo il piccolo rospo, facendo voci ed espressioni...del resto nei giorni precedenti la sentivo in camera che faceva le prove!



Credo che vorrà ripeterlo periodicamente;)

martedì 3 dicembre 2013

Nel paese dei balocchi

Sono stata a Collodi per la prima volta qualche anno fa, insieme due amiche.
Stavamo cercando ispirazione per un progetto cui stavamo lavorando e che sognava opere di land art in alcuni luoghi del Parco Nazionale dell'Appennino tosco-emiliano.
Sognare non costa niente.




Realizzare opere di land art di un certo livello, costa troppo.
Quel viaggio lo feci da sola, anche se Chiara e Silvia erano con me, perchè tutto quello che vedevo, che sognavo, che trattenevo dentro di me dei luoghi visitati in quei giorni era solo per me, per quello che era il mio progetto di quel periodo.
Questa volta invece no.
Questa volta c'era Giada e tutto quello che c'era, che abbiamo fatto, che abbiamo visto, era per lei.
Pinocchio è una storia memorabile, una delle più belle che siano state mai scritte, e va ben oltre la limitativa interpretazione fatta ad opera della Disney con il suo cartone animato.
Ha un'iconografia ricchissima, e personaggi interessanti che alcuni neanche conoscono perchè in realtà non lo hanno mai letto e si sono limitati a guardare il cartone animato.



Pinocchio per me è la versione italiana di Alice in Wonderland, una straordinaria metafora dell'esistenza.
Il parco di Pinocchio a Collodi è un luogo magico, e anche se ormai ha i suoi anni è ancora un posto molto bello da visitare e in cui passare una giornata, con i bambini, ma anche senza.
Seguire il percorso, come indicato nella mappa, e sobbalzare ogni volta che ti appaiono davanti agli occhi le sculture di Consagra.
Potrei stare ore a osservarle.
E non so cosa darei per portarmene una a casa!


Magari gli assassini, oppure il gatto e la volpe, oppure ancora il carabiniere: lo metterei sopra il cancello dell'entrata di casa mia, per poterci passare sotto ogni volta che entro o esco!
Sarebbe bellissimo.
Ho portato Giada in questo parco perchè volevo stimolare la sua curiosità nei contronti di questa storia, che ora le sto leggendo nella versione faciliata dell'edizione illustrata da Nicoletta Costa, sperando che tra qualche hanno abbia il desiderio di leggere quella integrale del buon vecchio Collodi, e di non limitarsi a considerare solo la Fata Turchina, il gatto e la volpe, Lucignolo, il pescecane e i personaggi selezionati per le versioni ridotte e il cartone animato, ma anche la lumaca, il pescatore, il serpente, il delfino, i conigli, il falco, il gufo e tutti gli altri personaggi che Pinocchio incontra nelle sue avventure; quelli che lei potrà incontrare nella sua vita.
Questa gita l'abbiamo fatta per lei.
Poi però, già che ero lì......(segue prossimo post).
Del resto anche Pinocchio, nella sua prima edizione, fu pubblicato a puntate!;)

giovedì 28 novembre 2013

A la maison avec l'avion

Questo quadretto è un regalo per Danièl, il bimbo della mia carissima amica MAH, arrivato finalmente dal Congo qualche giorno fa!
Danièl ha 5 anni e un musetto meraviglioso, che non ho ancora potuto vedere di persona perchè abitiamo lontani, ma che è evidente dalle fotografie che ho ricevuto e che fornivano giorno dopo giorno il resoconto del percorso che lo doveva portare a casa.
Di tutte le e-mail che ho ricevuto da MAH durante i due mesi in cui è rimasta in Africa, quella che mi è rimasta più impressa in assoluto è stata quella in cui raccontava di un giorno in cui avevano vestito Danièl per uscire e lui ha domandato, in francese, se stavano "andando a casa con l'aereo".
E fino al giorno in cui lei mi ha scritto di essere finalmente atterrata in Italia, visto che i giorni passavano e il tempo si dilatava senza una data certa e precisa per il rientro, questa frase mi ha ronzato in testa..."a casa con l'aereo".
Faceva rima, e sembrava l'espressione più pura del desiderio di cominciare la sua nuova vita, con la sua mamma e il suo papà.

mercoledì 3 ottobre 2012

Una stanza "favolosa"

Penso di poter dire che l’ho fatta fare un po' "a mia immagine e somiglianza".
Chi mi conosce confermerebbe, ne sono certa!
E devo ringraziare il mio sindaco che mi ha lasciato carta bianca e si è fidata di me e del mio gusto, il che non è poco.
E’ molto piccola, ma qui siamo un paesello di 4200 anime, quindi fondamentalmente va anche bene così.
Tutto è cominciato con un finanziamento che ho richiesto ad una fondazione bancaria per ristrutturare la saletta per i bambini da 0 a 6 anni nella nostra biblioteca, che aveva arredi ormai molto consunti ed era proprio da risistemare.
Il finanziamento mi è stato concesso e il sindaco mi ha messo a disposizione una ulteriore somma perché potessi fare “un bel lavoro”, così ha detto.
Ho coinvolto due amiche, Chiara e Silvia, che hanno uno studio di architettura (lo studio “Dazzi e Costetti” a Reggio Emilia) che mi conoscono molto bene e sapevano su cosa fare leva, soprattutto per quanto riguarda il colore!
Il punto di turchese che io adoro era già stato tempo fa ribattezzato in mio onore da Silvia “Azzurro Miki”.
Abbiamo quindi definito insieme il colore del pavimento e delle pareti, il dettaglio dei mobili e del lampadario e mi sono raccomandata tanto che trovassero una sedia a dondolo perché volevo sottolineare la filosofia del “Nati per Leggere”, il progetto nazionale promosso dall'alleanza tra bibliotecari e pediatri attraverso le seguenti associazioni: l'Associazione Culturale Pediatri - ACP che riunisce tremila pediatri italiani con fini esclusivamente culturali, l'Associazione Italiana Biblioteche - AIB che associa oltre quattromila tra bibliotecari, biblioteche, centri di documentazione, servizi di informazione operanti nei diversi ambiti della professione e il Centro per la Salute del Bambino - ONLUS - CSB, che ha come fini statutari attività di formazione, ricerca e solidarietà per l'infanzia.
Il progetto, attivo dal 1999, sostiene l’importanza della lettura ai bambini anche molto piccoli da parte dell’adulto secondo lo slogan “Amare la lettura attraverso un gesto d'amore: un adulto che legge una storia”.
Una sedia così mi sembrava appropriata per puntualizzare questo concetto dell’adulto che legge al bambino, coccolandolo con la sua voce narrante e cullandolo come solo un dondolo sa fare.







Ho un amico che lavora in un negozio di tessuti.
Gli ho chiesto se mi poteva portare un po’ di tessuto rosso e con questo Elena, la mia collega che come ho già detto e mostrato in altri post ha mani d'oro, ha fatto un cuscino a forma di fiore su cui i bimbi adorano buttarsi per leggere e sfogliare i nostri libri.


Per quanto riguarda le decorazioni alle pareti mi sono rivolta ad una persona molto nota nel mondo dei blogger, Chiara Cecilia Santamaria.
Avevo visto sul suo blog alcuni lavori di grafica che mi avevano proprio incantata (ricordo che era un post in cui mostrava dei festoni a forma di dolci che aveva appeso a un filo per allestire la festa di compleanno della sua bimba) e quindi l’ho coinvolta per alcune cose che ci servivano sia per il comune che per la biblioteca, compresa la decorazione di questa sala.
Le ho chiesto di sviluppare il tema dei personaggi delle fiabe classiche, tutti intorno ad un grande albero, e questo inizialmente doveva essere l’unico pannello decorativo e centrale della stanza.
E nei colori turchese, verde e giallo.
Nel creare questo bellissimo pannello lei ha messo Cappuccetto Rosso tra i personaggi, ma quando ha provato a uniformarla agli altri, e a metterle un vestito verde, non rendeva per niente.
Andava assolutamente fatta rossa!
A quel punto mi sono chiesta quale altro personaggio poteva avere qualche riferimento iconografico rosso da abbinare a Cappuccetto.
Mi sono venuti in mente la mela di Biancaneve e i dolci per Hansel e Gretel.
Così ho richiamato Chiara e le ho chiesto di realizzare altri pannelli, per le pareti laterali.
E questo è il magnifico risultato finale del lavoro.
Ora la stanza è colma di fiabe, favole e storie, e i bambini quando vengono a prendere i libri si soffermano a guardare le pareti e cominciano a indicare e riconoscere i personaggi: la Sirenetta, Pinocchio, Aladino, Peter Pan, Alice e tuti gli altri...ed è come se la stanza si trasformasse in un libro.

giovedì 27 settembre 2012

"Scuola dei grandi" - bilancio prima settimana

Ad una settimana dall'inizio della scuola dell'infanzia (per noi la cosiddetta "scuola dei grandi", così da distinguerla dall'asilo) posso dire che le cose stanno andando piuttosto bene.
Da quattro giorni a questa parte Giada si ferma anche per il sonnellino pomeridiano ed è ripartito il tran tran che ci accompagnerà fino a giugno.
Il lunedì, il martedì e il venerdì alle ore 16,30 vado a "ritirarla" io, il mercoledì la nonna P., il giovedì il nonno V.
Fatto.
Finalmente, perchè la chiusura estiva della scuola non è un problema da poco, le ferie non bastano per coprire il tempo delle vacanze estive dei bambini e bisogna attivare tutta la rete familiare e non solo.
Un giorno da uno, un giorno dall'altro, poi quello ha un impegno, allora nelle due ore di buco arriva quell'altro, poi portala di qua, poi di là, poi non c'è nessuno libero e allora prendi un permesso...insomma, un caos.
Che finalmente però è finito e ci riconsegna un po' di equilibrio.
Lei esce di casa volentieri, anche se all'arrivo a scuola di primo acchito manifesta un po' di timidezza, ma subito Manuela, la nuova maestra, riesce a metterla a suo agio e allora entra senza tentennamenti, a volte anche senza salutarmi oppure chiedendomi "Tu vai a lavorare?"
Eh, sì.
Per ora quindi andiamo benino.
Lo dico perchè so che l'inserimento non si esaurisce nei primi giorni, ma anzi è una questione molto più complessa che a volte può durare mesi e che le crisi, chiamiamole così, possono arrivare anche molto più avanti.
Un paio di settimane fa ho scritto un post sull'arcobaleno, dicendo che da qualche giorno lo vedo spesso in casa, riflesso dai vetri, sulle cose.
Ci è capitato ancora, dopo quel post, lo si vede in queste foto.
E nell'osservarlo, e fotografarlo ancora, ho realizzato che la scuola dell'infanzia dove sta andando Giada si chiama "Arcobaleno".
Una simpatica casualità.













Le immagini qui sopra erano di domenica mattina, mentre stanotte qui da noi...tempesta...
...e stamattina, quando siamo uscite di casa, faceva freddo e tirava un vento forte. Si vede?
Ma la mia impavida bambinella non si è fatta spaventare dal rischio di volarmi via sotto gli occhi e ha trovato modo di ghiocherellare ugualmente, saltellando fino all'entrata della scuola.


mercoledì 19 settembre 2012

Diventare grandi

Questa mattina, a ore 8,00, la mia bambinella è stata da me abbandonata alla "scuola dei grandi".
Eh, sì.
Oggi Giada comincia la scuola materna.
Le indicazioni delle maestre, fornite durante un incontro preliminare avvenuto la scorsa settimana, recitavano pressapoco così: arrivate, li salutate, e VE NE ANDATE.
Chiaro?!




E così è stato, vuoi perchè la scuola materna si trova nello stesso stabile dell'asilo nido, dove Giada si è allegramente recata negli anni scorsi, vuoi perchè la biblioteca dove io lavoro è al piano di sopra dello stesso stabile (donna fortunata), sia lei che io eravamo piuttosto tranquille.
Del resto anche ai tempi dell'inserimento all'asilo nido le cose si erano svolte serenamente.
Per lei il distacco da me non ha mai comportato grandi stravolgiemnti emotivi e si è sempre dimostrata abbastanza autonoma.
Ricordo con grande tenerezza il momento in cui, ormai due anni fa, uscimmo di casa per il primo giorno di asilo.
Lei aveva una tutina azzurra, una fascetta in testa e uno zainetto a forma di gallina con dentro il pannolino per il cambio e il portaciuccio...ed era felicissima all'idea di andare in un posto dove c'erano altri bambini.
In corridoio avevamo incontrato la cuoca, Pina, che si era presentata e Giada l'aveva guardata incuriosita, probabilmente per via della cuffia che portava in testa, e si era lasciata incantare dalle sue parole rispetto al fatto che di lì a breve avrebbe portato a tutti i bimbi presenti banane e mele per lo spuntino di metà mattina.
Ed era partita all'arrembaggio, lasciando me indietro a fotografarla, come se fosse la cosa più naturale del mondo, tanto che io ero uscita senza che lei quasi se ne accorgesse e senza che versasse nemmeno una lacrima.

Tutto tranquillo quindi, de resto Giada aveva già preso dimistichezza con l'ambiente della nuova scuola sia a giugno, quando i bimbi della sua sezione erano stati invitati alla festa di fine anno, sia due giorni fa, quando le maestre hanno organizzato una merenda di accoglienza per i nuovi iscritti.
Quando siamo andati alla merenda, lunedì pomeriggio, Giada era molto euforica, soprattutto all'idea di rivedere gli "Amici".
Nel frattempo io fotografavo i particolari dell'ambiente e le decorazioni!! (il paravento ricamato a quilting è opera di Elena, la mia collega...quella del fiore magico gigante e della copertina che ha vinto il concorso "Mille Idee Blu 2012") - mani di fata!!

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